1 maggio 2016

In ricordo di Francesco Grosso

Abbiamo appreso con dolore e amarezza la notizia della improvvisa scomparsa di Francesco avvenuta la sera del 30 aprile scorso all'età di 67 anni . Se ne è andato in punta di piedi, come era nel suo stile, dopo aver affrontato con coraggio e decisione una grave ed inesorabile malattia.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Catania ha conseguito, nella stassa sede, il diploma di specializzazione in Dermatologia e Venereologia e, successivamente, quello in Chirurgia Plastica e Ricostrutiva presso l'Ateneo di Padova. Ha ricoperto per oltre 20 anni il ruolo di Aiuto corresponsabile del reparto di Dermatologia dell'Ospedale Civile di Rovigo prima di dedicarsi prevalentemente alla libera professione.

Per Francesco la chirurgia dermatologica non è stata solo la sua principale attività professionale ma anche parte decisamente importante della sua vita. Lo testimoniano il costante impegno nella Società Italiana di Dermatologia Chirurgica e Oncologica come Consigliere e Presidente , nonchè il coivolgimento, come docente, nel Master di Dermochirurgia.

Lascio alle parole di Willy Pagani, suo maestro e mentore , il compito di ricordare anche quello che l' "Amico" Francesco è stato per lui e per tutti noi.

Ho avuto l'opportunità e, soprattutto, il privilegio di lavorare gomito a gomito per tanti anni con Francesco. E' stata una opportunità importante nella mia vita perchè con tra noi c'è sempre stata armonia e collaborazione. Tutto quello che nel tempo il nostro reparto è riuscito a dare è stato il frutto di questo nostro impegno comune. Tanti giovani colleghi hanno potuto apprendere le basi della chirurgia dermatologica principalmente grazie alla nostra volontà di trasmettere le conoscenze e le esperienze maturate in tanti anni di attività. Sono impresse nella mia memoria le tante mattinate trascorse insieme in sala operatoria ad affrontare problemi chirurgici spesso nuovi e i pomeriggi volati via chiacchierando del nostro lavoro, delle nostre famiglie, anche delle piccole cose quotidiane della vita, dei sogni. Le sue capacità organizzative e professionali, la sua attitudine a sacrificarsi quando necessario, sono state il lasciapassare per la presidenza della SIDCO, dove ha continuato l'opera dei suoi predecessori sostenendo ed esaltando la qualità del lavoro quotidiano di noi tutti, l'impegno scientifico che deve sempre accompagnarci, l'armonia tra i Soci.

Come persona è stato, e lo dico con assoluta sincerità, un amico leale, onesto, trasparente, sempre affidabile. Un carattere riservato ma vivo, e forse anche per questo si è fatto voler bene e stimare da tutti quelli che lo hanno conosciuto. Con riservatezza e tanta dignità ha vissuto in silenzio il dramma di una diagnosi che significava sofferenze e dolore ed un esito probabilmente fatale. Una persona unica di cui non ci dimenticheremo mai
”.




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